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Autore: Oggetto: Competenza territoriale separazione personale dei coniugi

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  postato il 06/06/2012 alle 20.40
Ciao a tutti...
quale è il tribunale competente per una separazione personale tra coniugi? Convenite con me che ex art.706 il tribunale competente è quello del luogo dell'ultima residenza comune dei coniugi, ed in mancanza, il tribunale della residenza del convenuto????

Se Tizio e Caia sposati risiedono a Milano, e poi, durante la separazione di fatto, Tizio si trasferisce a Bologna, Caia per separarsi, presenta ricorso presso il TRibunale di Milano, essendo questa l'ultima residenza comune dei coniugi?

io ho studiato cosi, il cpc dice cosi... il mio Avv, dice che devo presentare domanda presso il Trib. di Bologna!

Aiutatemi, please!!!!

Grazie

 

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  postato il 07/06/2012 alle 09.28
Originariamente inviato da IRENE87

io ho studiato cosi, il cpc dice cosi... il mio Avv, dice che devo presentare domanda presso il Trib. di Bologna!

Motivo?

 

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  postato il 07/06/2012 alle 09.58
Originariamente inviato da meneceo
Originariamente inviato da IRENE87

io ho studiato cosi, il cpc dice cosi... il mio Avv, dice che devo presentare domanda presso il Trib. di Bologna!

Motivo?


perchè Tizio, essendo il convenuto, si è trasferito a Bologna e quindi la domanda va proposta al TRibunale del luogo ove risiede il convenuto....

Già, questo come regola generale, ma non per la separazione personale, ove è specificato, dopo la riforma del 2005, che è competente il Tribunale del luogo dell'ultima residenza comune dei coniugi.
C'è anche giurisprudenza in merito, e la residenza del coniuge è solo usata in chiave sussidiaria, solo qualora non sia mai esistita la residenza comune.

Ma l'Avv. dice il contrario (img)

 

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  postato il 07/06/2012 alle 10.44
Credo che meneceo intendesse chiederti per quale motivo il tuo avvocato ritiene applicabile la regola generale e non quella prevista dal 706..
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  postato il 07/06/2012 alle 10.47
Originariamente inviato da hoho
Credo che meneceo intendesse chiederti per quale motivo il tuo avvocato ritiene applicabile la regola generale e non quella prevista dal 706..



ho il fortissimo dubbio che non conosca il 706 ....
infatti sto aspettando di riuscire a parlarle!

 

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  postato il 07/06/2012 alle 13.22
Ha ragione il tuo avvocato.
E'competente il Tribunale di residenza del coniuge convenuto perché nel tuo caso è certo il trasferimento in luogo diverso rispetto alla casa coniugale (la competenza stabilita presso la casa dei coniugi, infatti, è di natura presuntiva, che può dunque essere superata dimostrando appunto che il coniuge convenuto non abita più presso la casa coniugale / ha residenza in altro luogo diverso dalla stessa).

 

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modificato da marty79 il 07/06/2012 alle 13.33
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  postato il 07/06/2012 alle 13.39
Originariamente inviato da marty79
Ha ragione il tuo avvocato.
E'competente il Tribunale di residenza del coniuge convenuto perché nel tuo caso è certo il trasferimento in luogo diverso rispetto alla casa coniugale (la competenza stabilita presso la casa dei coniugi, infatti, è di natura presuntiva, che può dunque essere superata dimostrando appunto che il coniuge convenuto non abita più presso la casa coniugale / ha residenza in altro luogo diverso dalla stessa).


Non ho sottomano il mio cpc , ma nel commento c'era proprio scritto : proprio per evitare che dal coniuge trasferito, dipenda la competenza territoriale, con la riforma del 2005 il Trib.competente, in deroga al principio generale, sarà quello dell'ultima residenza comune dei coniugi.

Se c'è qualcosa oltre il 706 da leggere, marty mi dici cosa? Io sto leggendo tante tesi a favore e contro. Intanto grazie per la tua risposta!

 

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modificato da IRENE87 il 07/06/2012 alle 13.49
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  postato il 07/06/2012 alle 14.23
Ho trovato questo : Cassazione civile , sez. I, ordinanza 28.06.2006 n° 15017 "tale luogo deve essere identificato, in via presuntiva, nella casa coniugale, salvo che detta presunzione venga legittimamente superata dal convenuto mediante la prova, a suo carico, dell’avvenuto trasferimento in altro luogo della residenza effettiva e della conoscibilità legale del trasferimento dalla parte attrice in forza delle risultanze anagrafiche, ovvero della sua conoscenza di fatto"

Però in questo modo la Cassazione non tiene affatto conto del criterio della casa coniugale, individuato invece dal legislatore come primario !

 

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  postato il 07/06/2012 alle 16.06
Ma c'è anche Tribunale di Bari 626/2010 :
è noto che l'art. 706 c.p.c. [come sostituito dall'art. 2 comma 3° lett. e-ter) del D.L. n.
35/2005, convertito con modificazioni dalla L. n. 80/2005], entrato in vigore in data
1.3.2006 ed applicabile ai procedimenti instaurati successivamente a tale data
(di tal che
non è revocabile in dubbio la diretta applicazione della norma de qua al presente
procedimento, appunto instaurato dopo l'1.3.2006) ha introdotto, ai fini
dell'individuazione del Tribunale competente, criteri di collegamento - non alternativi, bensì
- successivi (nel senso che non è consentito al ricorrente fare riferimento ad uno di essi
se non nell'ipotesi in cui il precedente non ricorra) ed inderogabili [ai sensi del combinato
disposto degli artt. 28 e 70 n. 2) c.p.c.].
Orbene, se è vero che l'inciso "ultima residenza comune" ha suscitato talune perplessità
negli interpreti ed in particolare nella dottrina (che non può essere citata, stante il divieto
sancito dall'art. 118 comma 3° disp. att. c.p.c.), è però altrettanto vero che nella
giurisprudenza di merito (non constano, ad oggi, pronunce del Supremo Collegio,
verosimilmente in ragione della vicinanza temporale della novella
) si è affermato
l'orientamento (che questo Tribunale condivide, sicché non v'è ragione di discostarsene)
secondo cui il legislatore, con l'inciso "ultima residenza comune", abbia inteso riferirsi al
luogo di concreto svolgimento della vita familiare, poiché solo tale criterio tutela in modo
equilibrato la parte ricorrente e la parte resistente tanto nel caso in cui non sia stata
fissata una residenza 'formale' comune (ipotesi ben possibile, ai sensi dell'art. 144 comma
1° c.c.) quanto nel caso di improvviso allontanamento unilaterale di uno dei coniugi (come
avvenne nel caso di specie).
In buona sostanza, è da condividere l'orientamento secondo il quale per "ultima residenza
comune dei coniugi" debba intendersi, quanto meno nel giudizio di separazione , la "casa
familiare" (o anche, soprattutto in mancanza di prole, "casa coniugale"), a condizione
però, onde rendere il criterio di collegamento funzionalmente e concretamente applicabile,
che vi sia attualità di residenza di entrambi i coniugi o almeno di uno di essi (è del tutto
evidente, infatti, che non può pretendersi l'attualità per entrambi i coniugi, per la semplice
ragione che, così facendo, il criterio, ancorché prioritario, verrebbe a sovrapporsi a quello,
secondario, del luogo di residenza o domicilio del coniuge convenuto).
Dunque può conclusivamente affermarsi che il foro secondario della residenza o del
domicilio del convenuto opera solo quando i coniugi non abbiano mai avuto una "casa
familiare" (o "coniugale").

Vi farò sapere come andrà il testa a testa con l'avv. che attualmente è sempre irreperibile, e quando ho parlato con la segretaria, laureata in giurisprudenza anche lei, mi ha detto "Signora, il tribunale è sempre quello del convenuto" ed al mio "scusi, separazione personale, procedimento speciale, 706!" è rimasta zitta, caduta dal pero........ no vi prego, ditemi che non è successo davvero!

 

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  postato il 07/06/2012 alle 16.19
L'attuale formulazione del 706 mi sembra chiara:"La domanda di separazione personale si propone al tribunale del luogo dell'ultima residenza comune dei coniugi ovvero, in mancanza, del luogo in cui il coniuge convenuto ha residenza o domicilio"

Non mi sembra neanche che possa essere oggetto di chissà quale interpretazione..

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  postato il 07/06/2012 alle 16.55
Originariamente inviato da IRENE87
Ho trovato questo : Cassazione civile , sez. I, ordinanza 28.06.2006 n° 15017 "tale luogo deve essere identificato, in via presuntiva, nella casa coniugale, salvo che detta presunzione venga legittimamente superata dal convenuto mediante la prova, a suo carico, dell’avvenuto trasferimento in altro luogo della residenza effettiva e della conoscibilità legale del trasferimento dalla parte attrice in forza delle risultanze anagrafiche, ovvero della sua conoscenza di fatto"

Però in questo modo la Cassazione non tiene affatto conto del criterio della casa coniugale, individuato invece dal legislatore come primario !

(Fermo restando il commento di hoho) ... al contrario ! (rileggi bene!): la Cassazione dice proprio che la competenza territoriale in funzione della casa comune ai coniugi è presunta (... perché l'autorizzazione a vivere separati è giudiziale. Qundi il legislatore correttamente presume che i sepandi, al momento del deposito del ricorso, stiano ancora sotto le stesso tetto ...), salva prova contraria. Nel tuo caso, essendo certo che il marito ha residenza altrove, se instauri la separazione nel luogo ove è sita la casa coniugale ti verrà eccepita immediatametne l'incompetenza territoriale!

 

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  postato il 07/06/2012 alle 17.16
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  postato il 07/06/2012 alle 17.21
Originariamente inviato da hoho
Su suggerimento di un collega civilista:
http://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2008&numero=169


l'avevo letto oggi , ma mi pare si riferisa solo al divorzio .

 

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  postato il 07/06/2012 alle 19.40
L'ordinanza citata da marty non va considerata perché emessa con riferimento ad un giudizio avviato - evidentemente - prima della novella del 706 cpc (e indicativa del dibattito alla base della novella stessa) mentre quella ricordata da hoho (dietro segnalazione del collega civilista) riguarda solo lo scioglimento/cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Come giustamente sostiene Irene, nella separazione il foro cui fare riferimento, in prima battuta, è quello del luogo dell'ultima residenza comune dei coniugi. Il foro del convenuto non è alternativo ma secondario ("in mancanza...").

 

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  postato il 08/06/2012 alle 11.15
L'avv non ha gradito la mia lezione di diritto processuale civile alla sua assistente... ops (img)

Comunque mi ha tirato fuori la Corte Costituzionale del 2008 e l ho bloccata subito, visto che quella si riferisce al divorzio.
Ha poi detto che attualmente il convenuto potrebbe risultare irreperibile a Milano, visto che ufficiosamente si è trasferito a Bologna, ma ancora la residenza non è stata accertata in loco da chi di competenza, e pertanto diceva lei, se il convenuto è irreperibile presso la residenza a Mi, dobbiamo notificarlo a Bo e il Giudice di Mi quando vede che la notifica è a Bo potrebbe ritenersi non competente (img) ma non è vero, il 706 2°comma recita che anche qualora il convenuto sia irreperibile, il foro competente è quello del ricorrente! (img)
e poi se correttamente notificato, il processo può svolgersi a Mi, in forza del 706 ed eventuali eccezioni di incompetenza, a mio avviso, potrebbero essere sicuramente superate.

 

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  postato il 08/06/2012 alle 11.53
Forse dovresti seriamente pensare di cambiare avvocato.

 

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  postato il 08/06/2012 alle 11.59
Originariamente inviato da meneceo
Forse dovresti seriamente pensare di cambiare avvocato.


Già..... (img)

e sicuro mi odierà ormai...

 

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  postato il 08/06/2012 alle 12.58
Io continuo a non codividere affatto, mi spiace.

Oltre a dover segnalare la presente massima, ti (vi) invito dunque a consulare ed approfondire la questione sul seguente volume: De Gioia - Dogliotti, Formulario commentato della famiglia, pgg. 166 e 167 (e citare il Lefevre sarebbe pressoché imbarazzante ...)

"Nei giudizi di separazione giudiziale dei coniugi deve escludersi la competenza per territorio del Tribunale ove i coniugi hanno avuto l'ultima residenza comune, qualora al momento della proposizione della domanda - non convivono già più, e risiedono nei circondari di diversi tribunali, trovando in tal caso applicazione la generale prescrizione della competenza dell'ufficio giudiziario del luogo di residenza del convenuto (nella specie questi risiedeva ormai in Comune nel circondario del Tribunale di Torre Annunziata).

Trib. Napoli, 29/10/2009

 

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  postato il 08/06/2012 alle 16.41
Ai fini dell'individuazione del tribunale competente per territorio sulla domanda di separazione personale dei coniugi, tale luogo deve essere identificato con l'ultima residenza comune dei coniugi, non potendosi ricorrere al foro subordinato della residenza o del domicilio della parte convenuta, sulla base di una applicazione estensiva della sentenza 23 maggio 2008 n. 169 della Corte cost. che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 4, comma 1, l. 1º dicembre 1970 n. 898 nel testo sostituito dall'art. 2, comma 3 bis, d.l. 14 marzo 2005 n. 35, convertito con emendamenti, in l. 14 maggio 2005 n. 80 limitatamente alle parole ««del luogo dell'ultima residenza comune dei coniugi ovvero in mancanzaa», per manifesta irragionevolezza, data la normale cessazione della convivenza, secondo l'id quod plerumque accidit; non è invero ammissibile estendere ad altre norme una pronunzia di illegittimità costituzionale riferita ad una specifica disposizione, essendo semmai necessario sollevare questione di costituzionalità dell'art. 706 c.p.c., nella parte in cui impone come criterio principale di collegamento l'ultima residenza comune dei coniugi e, solo nell'ipotesi in cui mai vi sia stata convivenza, il foro subordinato della residenza o del domicilio della parte convenuta; né peraltro sembra sussistere il predetto dubbio di legittimità, stante la diversità di situazioni, dei coniugi in procinto di separarsi, rispetto a coniugi già separati da tempo e parti nel giudizio di cessazione degli effetti civili nel matrimonio.

Cass. n. 16957/11


Però va segnalato che i giudici di merito sono, come sempre, molto fantasiosi:

Nei procedimenti di separazione dei coniugi, la novella l. n. 80 del 2005 ha introdotto un differente criterio di competenza territoriale, individuando quale foro competente quello del tribunale dell'ultima residenza dei coniugi, ovvero, in mancanza, quello in cui il coniuge convenuto ha la residenza o domicilio. Conseguentemente, il giudice competente per la separazione è quello del luogo in cui si trova l'abitazione coniugale, salvo che non vi sia stata una frattura della convivenza antecedente alla domanda giudiziale: in tale ipotesi il giudice competente va individuato secondo la residenza o il domicilio del coniuge convenuto.

Trib. Lucca n. 312/10


L'art. 706, c.p.c., ha introdotto, ai fini dell'individuazione del tribunale competente, criteri di collegamento non alternativi, bensì successivi ed inderogabili. Orbene, il legislatore, con l'inciso "ultima residenza comune", ha inteso riferirsi al luogo di concreto svolgimento della vita familiare, poiché solo tale criterio tutela in modo equilibrato la parte ricorrente e la parte resistente tanto nel caso in cui non sia stata fissata una residenza 'formalÈ comune (ipotesi ben possibile, ai sensi dell'art. 144, comma 1 , c.c.) quanto nel caso di improvviso allontanamento unilaterale di uno dei coniugi. In buona sostanza, per "ultima residenza comune dei coniugi" deve intendersi, quanto meno nel giudizio di separazione, la "casa familiare" (o anche, soprattutto in mancanza di prole, "casa coniugale"), a condizione però, onde rendere il criterio di collegamento funzionalmente e concretamente applicabile, che vi sia attualità di residenza di entrambi i coniugi o almeno di uno di essi. Dunque può conclusivamente affermarsi che il foro secondario della residenza o del domicilio del convenuto opera solo quando i coniugi non abbiano mai avuto una "casa familiare" (o "coniugale").

Trib. Bari n. 626/10

 

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