Accedi con il tuo account Facebook:
Sito Associazione Studenti Bicocca Counseling Appunti grauiti
Autore: Oggetto: I GRANDI DELLA STORIA

Junior Member
**


155 messaggi
Registrato: 09/2004

profilo

  postato il 26/09/2004 alle 03.12
ADOLF HITLER
(1889-1945)


Uomo politico, fondò il partito nazionalsocialista tedesco. Nel 1923 promosse il putsch di Monaco, ma venne condannato a cinque anni di prigione, e graziato dopo tredici mesi. Nel 1925, riorganizzò il partito per impadronirsi del potere con l’intenzione di distruggere la democrazia parlamentare.
Il 30 gennaio del 1933, fu chiamato al cancellierato da Hindenburg, succedendogli quattro anni dopo divenendo Capo dello Stato, con il titolo di Fuhrer-Cancelliere. Organizzò uno Stato totalitario, imponendo il mito del sangue (razzismo) e la sua volontà di dominio universale.
Nel 1939, alleatosi con Mussolini e cautelatosi nei confronti dell’URSS, annetteva Danzica e dichiarava guerra alla Polonia, dando inizio a quello che sarebbe divenuto un conflitto mondiale. All’inizio, ebbe strepitosi successi, ma dopo lo sbarco degli Alleati, la Germania si trovò parte di una guerra che non poteva più vincere.
Deciso a sacrificare il Paese ad ogni costo, assunse il comando dell’esercito, consapevole del fatto che una sconfitta avrebbe significato la fine, per un uomo che, come lui, era stato l’artefice di crudeltà agghiaccianti.
Uscito illeso da un attentato, tramato da alcuni suoi generali, il 30 aprile 1945, Hitler, dopo aver assistito all’invasione della Germania da est a ovest, si suicidò.


BENITO MUSSOLINI


Uomo politico iscritto al partito socialista, si rifugiò in Svizzera per sottrarsi agli obblighi di leva. Tornato in Italia in seguito ad un’amnistia, prestò servizio militare nei bersaglieri.
Rappresentò una figura preminente del partito socialista, capeggiando la corrente massimalista. A lui fu affidata la direzione del quotidiano del partito: "l’Avanti". Con lo scoppio della prima guerra mondiale, si dedicò alla causa dell’interventismo.
Espulso dal partito, fondò “Il popolo d’Italia”, e, nel 1919, fondò i Fasci di combattimento.
Nel 1921, divenne deputato e capo del gruppo parlamentare fascista. L’attività eversiva delle camicie nere sfociò nella marcia su Roma. In seguito ebbe dal re l’incarico di formare il nuovo Governo.
Le elezioni del 1924, si svolsero sotto le intimidazioni fasciste, coraggiosamente denunciate dal deputato Matteotti, poi ucciso in un attentato. Nel gennaio del 1925 Mussolini diede inizio al regime dittatoriale.
Nel 1929, perseguendo un fine politico, concluse la conciliazione con la Santa Sede; e nel 1936 conquistò l’Etiopia.
Uno degli errori di Mussolini fu coinvolgere avventatamente l’Italia nella Seconda Guerra Mondiale.
Dopo una serie di insuccessi, il Gran Consiglio del Fascismo si schierò contro di lui, e per ordine del re fu arrestato. In seguito, liberato dai tedeschi, fu portato in Germania dove fondò il Partito Repubblicano Tedesco.
Tornato in Patria assunse le funzioni di capo di Stato nell’Italia occupata dai tedeschi. Ormai il fascismo era retto esclusivamente da quest’ultimi, e combattuto dai partigiani. Quando gli eserciti alleati passarono l’Appennino, M. fuggì con l’esercito tedesco, ma fu arrestato e fucilato a Giulino di Mezzegra, insieme con Claretta Petacci, sua amante dal 1936.

ALCIDE DE GASPERI
(Pieve Tesino, Trento, 1881 - Sella di Valsugana, Trento, 1954)


Uomo politico italiano. Laureatosi in filosofia all'università di Vienna, svolse l'attività di direttore della Voce cattolica (1905), organo della diocesi di Trento, poi trasformato nel Trentino (1906).

Entrato nell'Unione politica popolare, la democrazia cristiana austriaca, fece parte (1909) del consiglio comunale di Trento, e fu eletto al parlamento austriaco (1911) e poi anche consigliere alla dieta di Innsbruck (1914), battendosi a favore dei diritti degli Italiani soggetti all'Austria. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale la sua posizione si fece molto delicata: favorevole al neutralismo, si recò più volte a Roma per sondare l'opinione dei governanti italiani circa il Trentino.

Nel 1917, alla riapertura del parlamento austriaco, parlò a favore dei profughi, confinati, internati italiani, proclamando nel 1918 la volontà delle popolazioni italiane di riunirsi alla madrepatria (a questo fine aveva partecipato alla fondazione del Fascio nazionale italiano). Divenuto cittadino italiano, aderì subito al partito popolare, presiedendo a Bologna il suo primo congresso (1919). Entrato nella direzione del partito (1921), fu eletto deputato per il collegio di Trento (1921).

Presidente del gruppo parlamentare del partito, si oppose con don Sturzo, nel 1922, al ritorno di Giolitti. Accettò il primo governo Mussolini, sperando in una pacificazione nazionale, ma entrò presto in violenta polemica col capo del governo, in occasione delle leggi che minavano l'autonomia del Trentino (1923) e soprattutto in occasione della legge elettorale maggioritaria del 1924.
Dopo che don Sturzo fu costretto a dimettersi (1923), De Gasperi fu chiamato alla segreteria del partito che guidò dopo il delitto Matteotti. Colpito da una campagna denigratoria dei fascisti, riuscì a indire il quinto e ultimo congresso del partito popolare (Roma, 1925), in cui accentuò la propria intransigenza antifascista, guadagnandosi un ammirato articolo di Gobetti su Rivoluzione liberale.

Dopo lo scioglimento del partito popolare, fu trovato con documenti falsi in viaggio per Trieste, e fu arrestato e condannato a sei anni di reclusione, poi ridotti a quattro (1926). Graziato nel 1928, venne assunto (1929) alla Biblioteca vaticana, dove iniziò a collaborare ad alcuni giornali.

Dal 1942 cominciò a prender parte alle riunioni clandestine di esponenti dei partiti antifascisti, preparando il documento poi conosciuto come Idee ricostruttive della democrazia cristiana, atto di nascita del nuovo partito cattolico.
Membro attivo del CLN, si mise subito in luce per il senso di moderazione, per l'avversione alle dirette pressioni popolari, allo sbandieramento delle ideologie, e per capacità di affrontare i problemi concreti. Rifugiatosi in Laterano durante l'occupazione nazista, continuò un'intensa attività politica, proclamandosi contrario a suscitare il problema istituzionale prima della liberazione.

Segretario della DC nel 1944, ministro nel primo gabinetto Bonomi (1944), diventò ministro degli esteri nel secondo gabinetto Bonomi (1944-1945), dopo aver respinto la proposta di un governo tripartito di democristiani, socialisti e comunisti. La sua abile politica di compromesso, su cui prevaleva tuttavia il senso della continuità dello Stato e delle istituzioni, lo fece emergere nella continua polemica tra i partiti del CLN.

Respinto il tentativo dei socialisti di assumere la guida di un nuovo governo, entrò, ancora come ministro degli esteri, nel ministero Parri (1945) affrontando i difficili rapporti con gli Alleati.
Dopo il referendum per la repubblica, gli fu riaffidato il governo dal presidente provvisorio De Nicola, e si recò allora alla conferenza della Pace sostenendo i diritti italiani con grande dignità e fermezza.

Con un viaggio negli USA (1947) ottenne aiuti molteplici, ma provocò il risentimento del ministro degli esteri Nenni che si dimise. Ricomposto un governo d'emergenza tripartito (DC, PSI, PCI), con Sforza agli esteri, diede una nuova prova del suo realismo accettando di firmare il trattato di pace (10 febbraio 1947), avversato da molti per le gravi clausole che conteneva.

Le vicende internazionali attraverso le quali si vennero delineando due blocchi di potenze contrapposti ebbero come conseguenza in Italia la crisi di governo. L'approvazione della costituzione repubblicana (22 dicembre 1947), la ratifica del trattato di pace, l'approvazione del piano Marshall furono gli atti principali del ministero, che dovette contemporaneamente affrontare vari scioperi e manifestazioni popolari organizzati dalle forze della sinistra.

Dopo le elezioni dell'aprile 1948, De Gasperi volle presiedere un ministero di coalizione quadripartita (DC, PSLI, PRI e Blocco nazionale liberale). Egli dava ormai alla politica italiana un sempre più vasto respiro internazionale, con la partecipazione, duramente avversata dalla sinistra, al Patto atlantico (1949) e all'OECE.

All'interno, il quinto ministero De Gasperi attuò la riforma agraria e tributaria, l'istituzione della Cassa del Mezzogiorno e dell'INA-casa per la ricostruzione edilizia.
De Gasperi accentuò in questi anni anche il proprio impegno europeistico, segnalandosi sempre più come uno dei leader delle istituzioni comunitarie. Alla fondazione della CECA fu il primo presidente della sua assemblea.
Ripose poi molte speranze nella CED, in cui vide lo strumento migliore per il superamento dei nazionalismi e dei vecchi conflitti in seno al mondo occidentale.

Le elezioni del 1953, regolate da una legge elettorale maggioritaria, largamente avversata in parlamento e nel paese, videro una diminuzione di voti della DC. Per il rifiuto dei socialdemocratici di ricostituire il quadripartito, De Gasperi tentò un ministero monocolore che non riuscì però a ottenere la maggioranza.
Le ultime sue preoccupazioni furono per la CED, che infatti venne respinta dall'Assemblea nazionale francese dieci giorni dopo la sua morte.

ALESSANDRO MAGNO
(356-323 a.C.)


Salì al trono a vent’anni e iniziò subito la sua politica espansionistica. Distrusse Tebe e attuò la spedizione in Persia, assoggettandone le regioni costiere. Quindi si diresse verso l’Egitto, dove fondò Alessandria sul delta del Nilo.
Nel 331 affrontò i persiani nel cuore del loro impero e dopo la morte di Dario si proclamò continuatore della monarchia persiana. Dopo un periodo di assestamento si mosse alla conquista dell’India. Durante il viaggio di ritorno fondò una città col nome di Alessandria.
Tornato nel suo impero, promosse la fusione del popolo permettendo i matrimoni misti, tra conquistatori e vinti.
Morì in Babilonia, nel 323 a.C., in seguito ad una malattia di cui non si conoscono le cause, e la sua salma fu portata ad Alessandria d’Egitto, città da lui prediletta.

ANTONIO DI PIETRO
(Montenero di Bisaccia, Campobasso, 1950)


Magistrato italiano. Ha ottenuto la laurea in giurisprudenza nel 1978 e, dopo diversi lavori, è entrato in magistratura nel 1982. Dapprima sostituto procuratore a Bergamo, nel 1985 si è trasferito a Milano dove si è specializzato in reati amministrativi. Ha svolto indagini rivolte in particolare alla corruzione dando l'avvio all'inchiesta 'Mani pulite', che ha coinvolto tutto il sistema partitico italiano.
È diventato in questo modo il simbolo delle aspettative di giustizia di tutto il paese, figura rappresentativa di tutto il pool di magistrati operanti nell'inchiesta. Ciò lo ha reso bersaglio di numerosi attacchi alla magistratura da parte di rappresentanti politici; nel contempo è stato più volte segnalato per incarichi politici, rischiando di essere strumentalizzato da più versanti politici. Esasperato da tale situazione, nel 1994 ha presentato le sue dimissioni dalla magistratura. Lasciata l'inchiesta su 'tangentopoli', è stato consulente per il processo sulla strage di Bologna e nel 1995 ha definitivamente concluso la sua carriera di magistrato. Nello stesso anno si è proposto come giornalista, garante del nuovo quotidiano Il Telegiornale, a fianco dell'insegnamento, già intrapreso l'anno precedente.

CARLO MAGNO
(742-814)


Primogenito di Pipino il Breve, salì al trono nel 768 e nel 771 riunì il regno franco. Nel 774 conquistò lo Stato dei Longobardi, assumendo il relativo titolo regio.
Donò parte dei domini della penisola alla Chiesa estendendo i confini di quest’ultima. L’opera più importante del regno di Carlo Magno, fu la restaurazione dell’Impero Romano d’Occidente. Infatti, nel Natale dell’800, Leone III lo incoronava imperatore.
Oltre all’attività politica e militare, si occupò anche di altri campi. Ad esempio, nella legislazione, promulgò i Capitolari; alla cultura, provvide con l’istituzione di scuole; diffuse il cattolicesimo fra le tribù pagane della Germania, fu insomma una delle figure più importanti dell’Alto Medioevo.

CAMILLO BENSO CONTE DI CAVOUR
(1810-1861)


Indirizzato alla carriera militare, a sedici anni esce dall’Accademia militare con il grado di sottotenente del genio.
Negli anni successivi si dedica all’agricoltura e alle scienze economiche e sociali. Partito per l’Inghilterra, nel 1835 pubblica un “Extrait” dell’inchiesta inglese sulla tassa dei poveri. Tornato in Italia, rivolge i suoi interessi alla pratica di nuovi sistemi di conduzione e coltivazione. Partecipa inoltre a diverse imprese e sodalizi, tra cui l’Associazione Agraria.
Nel 1847 fonda il giornale “Il Risorgimento”, che esaltava l’indipendenza del Paese anche senza il Papa, e la concessione della libertà economica, religiosa e politica.
Nel giugno del 1848, viene eletto deputato e nel 1850 diventa Ministro dell’Agricoltura e del Commercio nel ministero D’Azeglio.
Il 4 novembre 1852, assume la presidenza del Consiglio. Tenta di fare del Piemonte un paese moderno, dando impulso ai commerci, all’istruzione, all’esercito; avvia grandi opere pubbliche e riordina l’amministrazione dello Stato.
Una delle imprese che dimostrano la sua abilità, è l’organizzazione della spedizione dei Mille, che si conclude con l’annessione dell’Umbria e delle Marche, giungendo poi alla proclamazione del Regno d’Italia nel 1861.
Muore il 6 giugno dello stesso anno, logorato dalla fatica. Cavour è considerato uno dei più grandi tra le figure della storia d’Italia, per la sua fede nella libertà, per la visione della realtà politica e per il suo genio diplomatico

MARTIN LUTERO
(1483-1546)


Monaco scrupoloso appartenente ad un ordine di rigida disciplina, fu per molto tempo tormentato dall’idea della bassezza dell’uomo, di fronte alla perfezione di Dio, e atterrito dalla minaccia dell’eterna dannazione.
Lutero riteneva, che la salvezza si ottiene da una redenzione totale della personalità del fedele; mentre per la Chiesa, è necessario che l’uomo si salvi compiendo opere buone, rendendosi così degno di ricevere i meriti del sacrificio di Cristo. Nel 1517 l’arcivescovo di Magonza tentò di procurarsi denaro vendendo indulgenze (donando alla Chiesa una determinata somma , il fedele comprava un’indulgenza, cioè la sicurezza di essere prosciolto davanti a Dio dalla pena temporale corrispondente ai suoi peccati).
Non potendo accettare un simile affronto, Lutero inchiodò sulla porta della Chiesa del castello di Wittenberg un foglio che conteneva 95 formulazioni di dottrina contrarie alla vendita delle indulgenze.
Iniziava con questo gesto la Riforma Protestante.
Dopo una lunga e ampia disputa, Leone X, con la bolla Exsurge Domine, scomunicò Lutero. Rifiutandosi di ritrattare le proprie tesi, nel 1521 fu espulso dall’impero, anche se tale sentenza non fu mai eseguita, poiché godeva della protezione dell’Elettore di Sassonia.
Da quel momento Lutero si adoperò per lottare contro la Chiesa romana e per frenare i movimenti estremistici della riforma stessa, insistendo sul bisogno di cambiare prima la religione, anziché le istituzioni politiche e i rapporti sociali. Lutero morì poco prima del Concilio di Trento e delle guerre religiose tra protestanti e cattolici.


LUIGI XIV il Grande, detto il Re Sole
(Saint-Germain-en-Laye 1638 - Versailles 1715)


Re di Francia (1643-1715). Primogenito di Luigi XIII e di Anna d'Austria, regnò fino al 1651, anno in cui entrò nella maggiore età, sotto la reggenza della madre, alla quale dovette soprattutto la propria educazione religiosa; e fino al 1661 sotto il governo effettivo del cardinale Giulio Mazzarino, tutore paterno e lucido, che gli inculcò le nozioni pratiche necessarie a un re per ben governare.
Visse fino al 1649 al Palais-Royal, donde, nella notte del 6 giugno, divenute pericolose le agitazioni frondiste, venne fatto fuggire a Saint-Germain: quella fuga e la vita errabonda della corte durante la Fronda gli lasciarono una profonda diffidenza nei confronti dei Parigini, del parlamento e dei Grandi, ai quali ultimi non affidò mai cariche politiche. Insediatosi al Louvre il 21 ottobre 1652 (e cioè dopo la fuga del Gran Condé a Bruxelles), ebbe per governatore il maresciallo di Villeroi, e due precettori dai quali apprese pochissimo: paradossalmente, il 'gran secolo' fiorì nel segno d'un re di scarsa cultura. Il 9 giugno 1660 sposò, a suggellare il trattato dei Pirenei (1659), l'infanta Maria Teresa d'Absburgo-Spagna, la quale rinunciò ai diritti sull'eredità spagnola in cambio di una dote di 500.000 scudi d'oro che non le venne mai versata. Il 10 marzo 1661, ossia il giorno successivo alla morte di Mazzarino, convocò il cancelliere Séguier e il Consiglio per significar loro il divieto di decidere o intraprendere alcunché senza avergliene prima riferito. Iniziò da quel momento il suo regno personale: una sorpresa per tutti, perfino per la madre. Invero di quel giovane sovrano silenzioso, apparentemente apatico e dedito soprattutto agli amori più o meno facili (serio, peraltro, era stato quello per Maria Mancini, nipote di Mazzarino), si ignoravano l'intimo vigore, l'eccezionale capacità di lavoro, le ambizioni smisurate, il senso dello Stato della responsabilità, della regalità. Diversamente dal padre, si rivelò, come il nonno, Enrico IV, un gaudente: le sue grandi favorite si chiamarono Louise de La Vallière, che gli diede quattro figli, e la marchesa di Montespan, che gliene diede otto (gli uni e gli altri, poi legittimati), mentre dalla regina ebbe un solo erede, il Gran Delfino, cui sopravvisse. Nonostante le esortazioni di Bossuet, del père La Chaise e della Maintenon, considerò sua norma l'adulterio; ma nel 1684, vedovo, mirò ad assicurarsi la salute eterna sposando, morganaticamente, la 'Messaggera della Provvidenza': la Maintenon. Equilibrato, riflessivo, sempre padrone di sé, prudente, prediligeva le intelligenze limpide e analitiche: di qui la fortuna di Jean-Baptiste Colbert; ma tanta e orgogliosa fiducia aveva in sé da ritenersi convinto della propria 'infallibilità': 'Solo la prudenza del principe forma i buoni ministri'. Di qui l'intimo isolamento, di cui testimonia il consiglio al futuro Filippo V di Spagna, suo nipote: 'Non affezionatevi mai a nessuno'; di qui l'amaro, anzi drammatico, egotismo: 'Mi sembra che mi si privi della mia gloria quando altri può ottener gloria senza di me'. Persuaso della natura divina del suo potere (credenza codificata in dogma da Bossuet nel trattato Politica e desunta dalla Sacra Scrittura), ebbe dell'autorità monarchica un concetto quasi faraonico: 'La volontà di Dio è che chiunque nasca suddito ubbidisca senza discernimento'.

JOHN FITZGERALD KENNEDY
(Brookline, presso Boston, 1917 - Dallas, Texas, 1963)


Uomo politico americano, 35° presidente degli Stati Uniti. Appartenente a una famiglia eminente, compì gli studi superiori all'università Harvard (1940). Prese parte alla seconda guerra mondiale come ufficiale di marina, distinguendosi nel Pacifico al comando di una motosilurante, nel cui affondamento venne ferito nell'arcipelago delle Salomone. Al termine del conflitto, entrò nella vita politica prima come deputato democratico del Massachusetts (1946), poi come senatore (1952), sconfiggendo il candidato repubblicano Henry Cabot Lodge.

Nel luglio 1960, fu designato candidato alla presidenza degli Stati Uniti e nel novembre successivo venne eletto battendo il repubblicano R. Nixon. Primo presidente cattolico del paese, si avvalse della collaborazione di un gruppo di tecnocrati e specialisti di varie branche delle scienze sociali, amministrative e politiche provenienti dal mondo industriale e dalle università.

I primi mesi del suo mandato furono contrassegnati dal riacutizzarsi della tensione internazionale in seguito al fallito sbarco, avallato da Kennedy stesso, di 2.000 esuli cubani anticastristi alla baia dei Porci (link cuba) (17-18 aprile 1961).

La crisi, tra Stati Uniti ed Unione Sovietica, nell'ottobre 1962 toccò l'acme grazie alla scoperta di basi missilistiche sovietiche a Cuba da parte di aerei da ricognizione; il comportamento di Kennedy fu improntato a un'estrema fermezza: posto l'embargo all'isola, il presidente decise che fosse effettuato il controllo di tutte le navi dirette all'Avana con l'ordine di dirottare i trasporti di materiale strategico.
Questa presa di posizione spinse Krusciov ad assumere un atteggiamento accomodante, smantellando le basi missilistiche di Cuba. L'esito di questa prova di forza aprì la strada verso un clima di maggiore distensione internazionale che portò a una parziale soluzione dei rapporti tra le due potenze, rappresentata dall'accordo per la messa al bando degli esperimenti nucleari nell'atmosfera (trattato di Mosca, 5 agosto 1963).

L'ultimo periodo dell'amministrazione Kennedy fu contrassegnato anche da un maggiore impegno militare nel Sud-Est asiatico.

Nei confronti del problema razziale Kennedy assunse un atteggiamento nettamente progressista: favorì l'integrazione della gente di colore nelle università degli Stati del Sud, e propose al Congresso una legge per abolire la discriminazione nelle scuole, negli alberghi e nei ristoranti, suscitando negli ambienti conservatori forti reazioni.

Il 22 novembre 1963, nel corso di un viaggio nel Texas, il presidente Kennedy fu ferito mortalmente da alcuni proiettili d'arma da fuoco sparatigli mentre attraversava in automobile la città di Dallas.
Le circostanze che portarono all'attentato sono ancor oggi avvolte nel mistero perché il presunto assassino fu, poco dopo l'arresto, ucciso da un certo Jack Ruby

GIULIO ANDREOTTI
(Roma 1919)


Uomo politico italiano. Presidente della FUCI dal 1942 al 1945, fu eletto all'Assemblea costituente ed entrò alla camera come deputato democristiano (1948), e fu rieletto anche nelle successive legislature. Sottosegretario nei governi De Gasperi, dal 1947 al 1953, e nel primo governo Pella (1953), assunse la carica di ministro degli interni nel 1954.

Fu successivamente a capo del dicastero delle finanze (1955-1958) e del tesoro (1958-1959). Dal febbraio 1959 al febbraio 1966 ministro della difesa, poi ministro dell'industria e commercio. Dal 1968 capogruppo democristiano alla camera, formò il 17 febbraio 1972 il suo primo governo, che però non ottenne la fiducia del senato.

Nel giugno 1972, dopo le elezioni anticipate, costituì il suo secondo governo; vi parteciparono la DC, il PSDI, il PLI, con il sostegno esterno del PRI. Nuovamente ministro tra il 1974 e il 1975, nel 1976 diede vita al suo terzo governo monocolore democristiano, da lui stesso definito governo della 'non sfiducia'.

Costretto a dimettersi (gennaio 1978), dopo lunghe trattative formò il suo quarto governo, sempre monocolore, sostenuto direttamente da PCI, PSI, PSDI, PRI (senza i liberali). Il 16 marzo, presentatosi alla camera, sconvolta per il rapimento dell'onorevole Moro avvenuto in mattinata, scelse la linea della fermezza contro il terrorismo.

Ministro degli esteri nel governo Craxi (agosto 1983), nel governo Goria (luglio 1987), nel governo De Mita (aprile 1988 - maggio 1989) è stato al centro di vivaci polemiche per la sua impostazione di politica estera. Presidente del Consiglio per la sesta volta nel 1989, è stato nuovamente incaricato nel 1991 (per un anno) con un governo di maggioranza a quattro (DC, PSI, PLI, PSDI). Nel giugno dello stesso anno è stato nominato senatore a vita.

Andreotti ha visto il proprio nome a volte sfiorato altre investito in pieno da molti tra i più clamorosi scandali della storia della repubblica (affare Sindona, affare Gelli-P2, scandalo dei petroli, affare ENI-Petromin, scandalo dei servizi segreti), sempre uscendone indenne.

Fondatore e direttore della rivista Concretezza e collaboratore di autorevoli periodici, Andreotti non ha mai rinunciato, accanto all'attività politica, a quella di scrittore, iniziata anch'essa nell'immediato dopoguerra con Concerto a sei voci (1946). Da allora ha pubblicato molti libri.


FEDERICO BARBAROSSA
(1121-1190)


Salì al trono dopo la morte dello zio Corrado III. Egli si impegnò soprattutto per realizzare l’unità germanica e affermare il potere universale dell’Impero e la sua supremazia sul Papato. Venuto in Italia nel 1154, tentò di ottenere l’autorità imperiale in Lombardia, anche se con grandi difficoltà.
Così, dopo qualche atto di forza, si diresse a Roma, dove prese accordi con il pontefice Adriano IV, ottenendo l’incoronazione.
A causa di alcuni disordini scoppiati in Germania, fu costretto a tornare in patria, ma nel 1158, tornò in Italia per riprendere la lotta contro i Comuni.
Nella seconda dieta di Roncaglia, rivendicò i suoi diritti sui Comuni, alcuni dei quali si ribellarono, sostenuti anche dal nuovo pontefice Alessandro III, in opposizione al quale, Federico fece eleggere Vittore IV. Barbarossa, poi, distrusse Crema e Milano, causando però la ribellione dei Comuni vicini, che si riunirono in una lega.
Alessandro III, intanto, era divenuto sostenitore morale delle forze, che si opponevano a Barbarossa, il quale, sceso per la quarta volta in Italia, si recò a S. Pietro per insidiare l’antipapa.
Nel 1167, guidata da Alessandro III si costituì la Lega Lombarda, che, con la “Battaglia di Legnano”, riuscì ad ottenere parte delle proprie rivendicazioni. I Comuni rilasciarono all’imperatore una dichiarazione di vassallaggio, mentre venne loro concessa una completa autonomia amministrativa e in parte politica.
Nel 1189 partì per la III Crociata ma durante il viaggio morì.

GIUSEPPE MAZZINI
(1805-1872)


Di idee repubblicane, fin da giovane si occupò dei problemi politici e sociali del Paese.
Respinti i metodi della Carboneria, di cui aveva fatto parte, fondò una nuova associazione, la “Giovine Italia”, che aveva lo scopo di fare dell’Italia una repubblica popolare.
Trasferitosi a Marsiglia, per prima cosa inviò un messaggio al nuovo re di Sardegna Carlo Alberto, invitandolo a guidare la rivoluzione italiana. Al rifiuto di quest’ultimo, Mazzini fece seguire la propaganda rivoluzionaria della Giovine Italia.
Ritiratosi a Londra, svolse una assai intensa propaganda politica anche attraverso opere letterarie. Nel 1848 tornò in Patria dove animò la resistenza della Repubblica affidata a Garibaldi. Con la caduta della Repubblica fu costretto nuovamente all’esilio. Fondò a Londra il “Comitato Nazionale Italiano” ed il “Comitato Democratico Europeo”. Rimpatriato, fu arrestato a Palermo, e qui apprese la notizia dell’entrata dell’esercito italiano a Roma.
Liberato grazie ad una amnistia continuò il suo peregrinare fino a quando non morì, a Pisa, nel 1872.

S. PIETRO
(Betsaida, Galilea - Roma 64-67 d.C.)


Apostolo di Gesù e primo papa. Le notizie sulla sua vita sono contenute, per il periodo che arriva fino all'ascensione di Gesù, nei quattro Vangeli e, per il periodo successivo, nel libro degli Atti degli Apostoli, alcuni cenni si trovano anche nelle Lettere di san Paolo.

Figlio di Giovanni o Giona (Jona), venne chiamato Simone (o Simeone). Il soprannome simbolico di 'pietra' gli venne dato da Gesù fin dal primo incontro con lui e il significato ne fu reso esplicito, dopo la sua dichiarazione di fedeltà a Gesù, con le parole di Cristo: 'Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa' (Mat., 16, 18).
Pietro aveva un fratello di nome Andrea, lui pure apostolo. Era senza dubbio sposato, dal momento che il Vangelo parla di un miracolo riguardante sua suocera. Abitava a Cafarnao ed era pescatore. È l'apostolo di gran lunga più menzionato nel Vangelo: fu testimone di tutti i fatti di maggior rilievo della vita di Gesù, come ad esempio il miracolo delle nozze di Cana, la trasfigurazione e l'agonia del Getsemani.

Poco prima della passione, Gesù gli affidò il compito di rafforzare la fede dei fratelli, ma nonostante la sua promessa di fedeltà totale, Pietro abbandonò Gesù quando egli fu catturato e lo rinnegò tre volte, pentendosene poi subito amaramente. Poco dopo ricevette da Cristo l'incarico di pascere il gregge universale e da allora Pietro è considerato il primo papa.

Il giorno di Pentecoste annunciò pubblicamente la risurrezione di Cristo e battezzò i primi convertiti, fu quindi arrestato due volte e poi rilasciato. Visitò in seguito le prime comunità cristiane in Samaria, dove avvenne lo scontro con Simon Mago, che gli aveva offerto del denaro perché gli svelasse il segreto del suo potere di conferire lo Spirito Santo.

Durante la persecuzione di Erode Agrippa, lasciò Gerusalemme e si trasferì ad Antiochia, dove incontrò Paolo ed ebbe con lui lo scontro narrato nella Lettera ai Galati, a causa del rifiuto di Pietro a sedere a mensa coi pagani convertiti.

Pietro andò poi a Roma, capitale dell'Impero romano, dove fu martirizzato. Secondo la tradizione in voga dal IV sec. in poi, Pietro soggiornò a Roma per venticinque anni e fu ucciso durante la persecuzione di Nerone (secondo il suo desiderio, dice la tradizione, fu crocifisso a testa in giù per umiltà di fronte alla morte di Cristo).

MARCO POLO
(1254-1324)


Viaggiatore, visitò l’Armenia, Baghdad, fino al Pamir e al deserto mongolico. Dopo circa 4 anni giunse a Pechino, dove si stabilì con i suoi familiari per 17 anni.
Tornato in patria nel 1295, la Repubblica gli affidò il comando di una delle galee allestite contro Genova.
Caduto in mano ai Genovesi rimase in carcere 4 anni dove dettò ad un compagno, Rusticiano da Pisa, l’avventurosa storia dei suoi viaggi; riprodotta con il titolo “il Milione”, che rappresenta un importante documento sulla vita dell’estremo Oriente in quei tempi.

NAPOLEONE BONAPARTE
(1769-1821)


Imperatore dei Francesi e re d’Italia. Nel 1778, frequentò la scuola militare e, nel 1794, divenne comandante dell’artiglieria dell’esercito d’Italia.
Fu in Italia che si manifestò il suo genio; divise gli Austriaci dai Sardi, si impadronì dell’Emilia, mise fine alla Repubblica di Venezia e firmò con l’Austria la Pace di Campoformio (1797).
Nel 1799, salì al potere in Francia, come primo console. Istituì la Banca di Francia e introdusse un nuovo ordinamento amministrativo e giudiziario; trasformò la Repubblica Cisalpina in Repubblica Italiana, divenendone presidente.
In politica interna, promulgò il Codice Civile (Codice Napoleonico). Nel 1804, si fece proclamare Imperatore dei Francesi.
Nel 1805, fu incoronato re d’Italia. Intraprese una politica espansionistica che gli procurò numerosi domini.
Nel 1806, pose fine al Sacro Romano Impero ma, dopo tre anni, fu soppresso il potere temporale dei papi.
Poi, iniziò il periodo della catastrofe: le nazioni da lui oppresse, gradatamente, si ribellarono. La marcia vittoriosa su Mosca fu l’ultima affermazione della potenza di Napoleone. In Germania, fu costretto a ritirarsi oltre il Reno, e la sua ultima grande avventura avvenne a Waterloo, nel 1815 dove fu sconfitto.
Abdicò definitivamente e si recò in esilio sull’isola di Sant’Elena, dove morì il 5 maggio 1821.

MAO TSE-TUNG o MAO ZE-DONG
(Shaoshan, Hunan, 1893 - Pechino 1976)


Rivoluzionario, pensatore e uomo politico cinese. Figlio di contadini relativamente benestanti, fu allevato secondo i metodi tradizionali della piccola borghesia rurale cinese, alternando lo studio al lavoro della terra del padre e sposandosi non ancora adolescente.
Per sfuggire all'opprimente ambiente familiare, poco più che quattordicenne si arruolò volontario nell'esercito repubblicano di Sun Yat-sen, che lasciò dopo un anno per dedicarsi agli studi di istitutore.
Dopo essersi diplomato alla scuola normale di Changsha (Hunan) [1918], trascorse un breve soggiorno a Pechino per seguire alcuni corsi universitari e qui ebbe i suoi primi contatti con il nascente movimento marxista cinese e in particolare con l'economista Li Ta-chao e il futuro segretario del partito comunista Ch'en Tu-hsiu.

Ritornato nel 1919 a Changsha partecipò attivamente all'organizzazione del movimento rivoluzionario dello Hunan e nel 1920 fondò i primi circoli marxisti locali, dai quali fu poi delegato al congresso costitutivo del partito comunista cinese (conferenza di Sciangai, 1921).

Dopo le repressioni anticomuniste condotte da Chiang Kai-shek (1927), che eliminò numerosi quadri del partito comunista imputato di eccessi contro i civili nelle città che venivano occupate dall'esercito nazionalista, Mao intraprese l'organizzazione della lotta partigiana nella zona montagnosa di Ching-kang shan, al confine tra lo Hunan e il Jianxi. Qui, dopo aver gettato le basi dell'esercito rosso e aver introdotto misure di riforma agraria, fondò una Repubblica sovietica di cui divenne presidente (1931), sottraendosi al controllo del comitato del PCC e del Comintern.

Nel biennio 1934-1935 comandò la 'lunga marcia' durante la quale riuscì a imporre la propria linea di condotta al partito, che lo elesse presidente dell'ufficio politico (gennaio 1935). Alla vigilia dell'aggressione giapponese, in seguito a un incontro con Chiang Kai-shek, che era prigioniero a Xi'an, Mao riuscì a indurre il capo effettivo del Kuo-min tang a una tregua, come prezzo della sua liberazione, per opporre un fronte comune contro i Giapponesi.

Falliti i tentativi di mediazione, la guerra civile riprese con violenza (1946), e mentre Chiang Kai-shek, con i resti del suo esercito, si ritirava a Formosa (Taiwan), Mao proclamò il 1º ottobre 1949 a Pechino la Repubblica Popolare Cinese della quale venne eletto primo presidente.

Da quel momento Mao, riservatasi la presidenza del partito, promosse una campagna di denuncia dei gruppi di 'opportunisti di destra' dentro e fuori del partito che 'sabotavano' la costruzione del socialismo in Cina. Avvenuta la rottura con Mosca che ritirò gli esperti sovietici dalla Cina (luglio 1960), Mao, (settembre 1962), propose di intensificare la lotta contro il revisionismo di Krusciov a livello mondiale e la lotta contro 'i dirigenti degenerati' in Cina attraverso un 'movimento d'educazione socialista', che durò sino al 1966.

Nel corso di quell'anno, Mao approvò la pubblicazione del primo giornale murale (dazibao), redatto all'università, che attaccava violentemente il sindaco di Pechino Peng Cheng e, indirettamente, lo stesso presidente della repubblica Liu Shao-chi.

Gli eventi successivi, come la misteriosa scomparsa di Lin Piao, in seguito accusato di tradimento, e il nuovo indirizzo della politica estera cinese, ridimensionarono il successo di Mao, che cedette sempre più la direzione politica del paese al 'numero due', il primo ministro Chou En lai, leader dei moderati. Il culto della sua personalità proseguì anche dopo la sua morte e venne inizialmente sostenuto dal nuovo gruppo dirigente, proprio contro i veri continuatori della politica del presidente, i radicali che furono successivamente arrestati e bollati come gruppo antimaoista, dopo essere stati definiti la 'banda dei quattro'.

Nel 1977 venne costruito al centro della piazza Tien an' men, a Pechino, un grande musoleo per la sua salma imbalsamata.

LENIN


Uomo politico russo. Lenin è il nome che assunse per sfuggire alla polizia zarista.
Di origine piccolo borghese, frequentò l’università dalla quale fu espulso a seguito di una rivolta studentesca. Le sue convinzioni rivoluzionarie divennero decisive dopo la morte del fratello, impiccato con l’accusa di aver partecipato al complotto per uccidere lo zar Alessandro III. Quest’evento lo convinse che la strada della rivoluzione era da ricercare nei grandi movimenti di massa, guidati dalla classe operaia, diretta da un partito forte e compatto, e non nel terrorismo.
Da Marx apprese che il conflitto della sua società non era tra zar e sudditi, ma tra sfruttati e sfruttatori, e che solo la classe operaia, per il suo ruolo nella produzione, avrebbe potuto risolvere questo conflitto.
Trasferitosi a Pietroburgo, fu in stretto contatto con gli operai della città occupando una posizione di dirigente. Fondò “l’Unione di lotta per l’emancipazione operaia”, germe del futuro partito di classe.
Dopo tre anni di carcere fu costretto all’esilio. Tornò in patria nel 1905, partecipando ad una rivolta popolare, ma, nel 1907, dovette di nuovo rifugiarsi all’estero.
Nel 1917, guidò il movimento che portò alla vittoria dei bolscevichi e alla fondazione del primo Stato Socialista.
Un anno dopo, fu eletto presidente del Consiglio dei Commissari del Popolo, sostenendo la dittatura e formando l’Armata rossa.
Nel 1922, portò la capitale a Mosca, e l’Impero Russo divenne l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.
Spirito molto realista, Lenin fu promotore delle grandi trasformazioni sociali dell’URSS. Morì il 21 gennaio 1924, lasciando aperti molti dei difficili problemi riguardanti la costruzione di una società non più capitalistica.


chi preferite?












 

____________________
Libro e moschetto...uomo perfetto!
offline
segnala

Senior Member
****


0.40 messaggi per giorno
Registrato: 12/2003

profilo

  postato il 26/09/2004 alle 09.32
Uno che NON hai citato: MAHATMA GANDHI
offline
segnala

Posting Freak
*****


3.31 messaggi per giorno
Registrato: 01/2003

profilo

  postato il 26/09/2004 alle 09.32
http://www.italiadonna.it/public/personaggi.htm

Da dove provengano queste biografie... non è dato saperlo.

 

____________________
Felici i giorni in cui il fato ti riempie di lacrime ed arcobaleni,
della lussuria che tenta i papaveri con turbinii e voglie.
offline
segnala

Senior Member
****


0.50 messaggi per giorno
Registrato: 03/2004

profilo

  postato il 26/09/2004 alle 10.41
uno che non hai citato...
RICARDO IZECSON DOS SANTOS LEITE.

 

____________________
www.generationtribe.net

Amo...quindi vivo.


modificato da kakalcio il 26/09/2004 alle 10.54
offline
segnala

Member
***


898 messaggi
Registrato: 06/2002

profilo

  postato il 26/09/2004 alle 10.52
MARTIN LUTHER KING
non è citato.
offline
segnala

Member
***


807 messaggi
Registrato: 08/2004

profilo

  postato il 26/09/2004 alle 11.13
Uno che nn hai citato...

MALCOLM X

e visto che il 3d rigurada i "GRANDI" allora ne aggiungo altri due che NON sono stati citati

Nelson Mandela
Camillo Cienfuegos

 

____________________


Mi siedo dalla parte del torto, perché tutti gli altri posti sono già occupati. Bertold Brecht

"Potranno tagliare tutti i fiori. Sempre. Ma non potranno mai fermare la primavera" Parigi '68

IRAQ LIBERO.
modificato da A_lo_cubano il 26/09/2004 alle 11.38
offline
segnala

Senior Member
****


1.07 messaggi per giorno
Registrato: 03/2004

profilo

  postato il 26/09/2004 alle 11.24
Io tra quelli citati da Zio Sam preferisco Napoleone Bonaparte.

 

____________________
Per il semplice fatto che noi viviamo attualmente nel kali-yuga, quindi in un'«età di tenebre», che progredisce sotto il segno della disgregazione e deve finire con una catastrofe, il nostro destino è di soffrire di più degli uomini delle «età» precedenti.
offline
segnala

Posting Freak
*****


4.24 messaggi per giorno
Registrato: 10/2002

profilo blog

  postato il 26/09/2004 alle 12.16
non credo di prefernine nessuno in particolare, ne nell'elenco ristretto, ne in quello esteso ritrovabile al link.
alcuni hanno fatto cose grandi e meravigliose, li ammirò, ma non per questo ne preferisco uno.

 

____________________

pessimismo e fastidio
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
può avere effetti collaterali (anche gravi)
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Twitter: byb80 | Facebook: Byron Borst
offline
segnala

Posting Freak
*****


2.25 messaggi per giorno
Registrato: 09/2002

profilo blog

  postato il 26/09/2004 alle 12.26
Napoleone: il piu' grande di sempre,un esempio di come possano convivere gloria militare,conquista territoriale ed esportazione di valori.
L'imperatore progressista.

 

____________________
http://imaginarymind.splinder.com

offline
segnala

Member
***


432 messaggi
Registrato: 09/2003

profilo

  postato il 26/09/2004 alle 12.53
Hitler,Mussolini,Mao e Lenin possono essere esclusi per ovvi motivi,come anche Andreotti e Di Pietro,anche Luigi XVI e Napoleone,che in ogni caso sono stati dei tiranni,non convincono.piu' convincenti tra gli italiani Mazzini,Cavour e De Gasperi ma dire che siano stati i piu' grandi uomini della storia mi sembra eccessivo,come anche per Marco Polo;quanto a Kennedy ci sono stati presidenti migliori come naturalmente Washington e in tempi piu' recenti Reagan,San Pietro e Martin Lutero vanno bene rispettivamente per i cattolici e i protestanti,inoltre mancano Giulio Cesare e/o Augusto
offline
segnala

Senior Member
****


0.41 messaggi per giorno
Registrato: 09/2003

profilo

  postato il 26/09/2004 alle 13.05
Mussolini.

poi aggiungerei Franco.

come politico Almirante.

ma poi,come direbbe lui,antonio di pietro che c'azzecca?

 

____________________
SIEG HEIL!
offline
segnala

Senior Member
****


0.41 messaggi per giorno
Registrato: 09/2003

profilo

  postato il 26/09/2004 alle 13.05
Originariamente inviato da ULTRAS

Mussolini.

poi aggiungerei Franco.

come politico Almirante.

e Giulio Cesare.

ma poi,come direbbe lui,antonio di pietro che c'azzecca?

 

____________________
SIEG HEIL!
offline
segnala

Member
***


807 messaggi
Registrato: 08/2004

profilo

  postato il 26/09/2004 alle 13.09
Originariamente inviato da ULTRAS

poi aggiungerei Franco.



Sempre la solita storia...tutti citano lui e si dimenticano di Ciccio la vera spina dorsale del duo cinematografico.

 

____________________


Mi siedo dalla parte del torto, perché tutti gli altri posti sono già occupati. Bertold Brecht

"Potranno tagliare tutti i fiori. Sempre. Ma non potranno mai fermare la primavera" Parigi '68

IRAQ LIBERO.
offline
segnala

Junior Member
**


155 messaggi
Registrato: 09/2004

profilo

  postato il 26/09/2004 alle 13.48
Originariamente inviato da meneceo

http://www.italiadonna.it/public/personaggi.htm

Da dove provengano queste biografie... non è dato saperlo.


vengono da quel sito li,

 

____________________
Libro e moschetto...uomo perfetto!
offline
segnala

Posting Freak
*****


3.31 messaggi per giorno
Registrato: 01/2003

profilo

  postato il 26/09/2004 alle 13.57
Originariamente inviato da Zio.Sam

Originariamente inviato da meneceo

http://www.italiadonna.it/public/personaggi.htm

Da dove provengano queste biografie... non è dato saperlo.


vengono da quel sito li,

Sì, grazie. E chi le ha scritte? Paperoga?

 

____________________
Felici i giorni in cui il fato ti riempie di lacrime ed arcobaleni,
della lussuria che tenta i papaveri con turbinii e voglie.
offline
segnala

Senior Member
****


1.07 messaggi per giorno
Registrato: 03/2004

profilo

  postato il 26/09/2004 alle 13.59
Originariamente inviato da iodio

Napoleone: il piu' grande di sempre,un esempio di come possano convivere gloria militare,conquista territoriale ed esportazione di valori.
L'imperatore progressista.


Progressita?

Bonaparte?

??

Al limite distruttore di un ordine antico e costruttore di un ordine nuovo, ma progressista su Bonaparte lo vedo male.

 

____________________
Per il semplice fatto che noi viviamo attualmente nel kali-yuga, quindi in un'«età di tenebre», che progredisce sotto il segno della disgregazione e deve finire con una catastrofe, il nostro destino è di soffrire di più degli uomini delle «età» precedenti.
offline
segnala

Posting Freak
*****


2.25 messaggi per giorno
Registrato: 09/2002

profilo blog

  postato il 26/09/2004 alle 14.23
Originariamente inviato da A_lo_cubano

Originariamente inviato da ULTRAS

poi aggiungerei Franco.



Sempre la solita storia...tutti citano lui e si dimenticano di Ciccio la vera spina dorsale del duo cinematografico.



sto male.

 

____________________
http://imaginarymind.splinder.com

offline
segnala

Junior Member
**


155 messaggi
Registrato: 09/2004

profilo

  postato il 26/09/2004 alle 15.32
Originariamente inviato da meneceo

Originariamente inviato da Zio.Sam

Originariamente inviato da meneceo

http://www.italiadonna.it/public/personaggi.htm

Da dove provengano queste biografie... non è dato saperlo.


vengono da quel sito li,

Sì, grazie. E chi le ha scritte? Paperoga?


AA.VV.

 

____________________
Libro e moschetto...uomo perfetto!
offline
segnala

Senior Member
****


0.50 messaggi per giorno
Registrato: 03/2004

profilo

  postato il 26/09/2004 alle 18.06
Originariamente inviato da iodio

Originariamente inviato da A_lo_cubano

Originariamente inviato da ULTRAS

poi aggiungerei Franco.



Sempre la solita storia...tutti citano lui e si dimenticano di Ciccio la vera spina dorsale del duo cinematografico.



sto male.



madonna sto male...
allora via,datemi tutti del komunista,ma io diko IL CHE!

 

____________________
www.generationtribe.net

Amo...quindi vivo.


offline
segnala

Newbie
*


4 messaggi
Registrato: 02/2004

profilo

  postato il 26/09/2004 alle 18.11
Anche se non è presente nell'elenco di Zio Sam:
Maximilien Robespierre

(img)
offline
segnala

Senior Member
****


0.50 messaggi per giorno
Registrato: 03/2004

profilo

  postato il 26/09/2004 alle 18.14
Cristoforo Colombo

 

____________________
www.generationtribe.net

Amo...quindi vivo.


offline
segnala

Posting Freak
*****


2.25 messaggi per giorno
Registrato: 09/2002

profilo blog

  postato il 26/09/2004 alle 19.04
Ma in questa lista mancano gli uomini di scienza!

 

____________________
http://imaginarymind.splinder.com

offline
segnala

Posting Freak
*****


1.21 messaggi per giorno
Registrato: 09/2003

profilo

  postato il 26/09/2004 alle 19.23
Michael J. Fox

(img)

andava pure avanti e indietro dal futuro, meglio di lui non ce n'è
offline
segnala

Member
***


870 messaggi
Registrato: 10/2003

profilo

  postato il 26/09/2004 alle 22.01
Meneceomoderatore
offline
segnala

Posting Freak
*****


3.31 messaggi per giorno
Registrato: 01/2003

profilo

  postato il 26/09/2004 alle 22.08

 

____________________
Felici i giorni in cui il fato ti riempie di lacrime ed arcobaleni,
della lussuria che tenta i papaveri con turbinii e voglie.
offline
segnala